Il ricorso alla chirurgia bariatrica non deve prescindere da una profonda valutazione psicologica

Salute e benessere

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A cura della Dott.ssa Floriana De Michele, Psicologa Psicoterapeuta, Psicodiagnosta psicologo Avezzano

L’obesità è stata sempre considerata una patologia organica sebbene sia inserito nel DSM-5 (che ricordiamo è il manuale diagnostico dei disturbi mentali utilizzato da psichiatri e psicologi per classificare le malattie mentali) tra i disturbi del comportamento alimentare e della nutrizione.

E’ una sindrome caratterizzata da un’abnorme aumento del peso, per l’eccessiva formazione di adipe nel tessuto sottocutaneo che può influire negativamente sullo stato di salute e può causare un incremento nella morbilità e nella mortalità dei pazienti che ne sono affetti ( http://www.salute.gov.it).

Il “Big Eating Disorder” (BED) ossia il Disturbo da Alimentazione Incontrollata (DAI) è una patologia alimentare inserita per la prima volta nel DSM5 che consiste nel ricorso a frequenti abbuffate con perdita di controllo nell’assunzione del cibo ed è la patologia più frequente tra i soggetti obesi, lamentata da circa il 30% dei pazienti che richiedono una cura, equamente distribuita tra i maschi e le femmine dei soggetti obesi.

Ciò non toglie che all’interno della popolazione degli obesi possano rientrare soggetti dalle caratteristiche eterogenee, tra cui persone completamente sane psicologicamente, come anche alcune con psicopatologie.

In realtà la frequente difficoltà di inserimento sociale che le persone obese riscontrano non sarebbero tanto la causa di problematiche intrinseche alla loro psicologia, quanto la conseguenza di un ambiente sociale che tende a discriminarli a causa delle loro dimensioni corporee. Di conseguenza anche gli individui sani in origine, potrebbero essere soggetti all’insorgenza di problematiche a causa di fattori ambientali avversi.

Poiché l’obesità di grado elevato spesso è associata a malattie gravi come il diabete, ecco che si è pensato l’intervento chirurgico per la risoluzione radicale dell’obesità.

Questo intervento non può prescindere da un trattamento psicologico duraturo, all’interno di un approccio di cura multidisciplinare.

I punti in cui lo psicologo dovrà operare saranno diretti a modificare il comportamento alimentare, lo stato emotivo, il modo di relazionarsi con gli altri. Le sindromi più diffuse tra i pazienti che evidenziano una problematica di obesità sono infatti :

  1. Il disturbo da alimentazione incontrollata: la mancanza cioè di comportamenti di autocontrollo nell’alimentazione

  2. Il disturbo di alimentazione serale: iperfagia serale con conseguente insonnia (difficoltà a prendere sonno)

  3. Il disturbo di alimentazione notturna: frequenti risvegli notturni per mangiare

  4. Il disturbo di alimentazione emozionale: ricorrere al cibo per compensare delle emozioni che non sono affrontate correttamente

Lo psicologo, per una valutazione diagnostica utilizzerà dei test specifici sul comportamento alimentare (test EDE) o i tipici Test MMPI-2 di personalità, allo scopo di comprendere meglio lo stato psicologico e caratteriale del paziente, sia prima che dopo l’intervento chirurgico.

Gli studi evidenziano generali miglioramenti di numerosi tratti psicologici della personalità seguente all’intervento chirurgico.

Per approfondimenti leggere il post sul blog : psicologo chirurgia bariatrica obesità.